Il sogno delle nostre nonne era avere un armadio colmo di biancheria di lino ordinata, piegata e profumata. Le loro mamme lo sapevano, perché era stato anche il loro sogno. E così, giorno dopo giorno … anno dopo anno … dalla nascita delle proprie figlie fino al loro matrimonio…. le mamme colmavano quel baule, nascosto in fondo alla stanza, di lenzuola di lino, copriletti, asciugamani e tovaglie. Colorate, ricamate, ricercate in ogni dettaglio.

Le madri, aiutate dalle nonne e dalle zie, sceglievano con attenzione negli empori di allora le tele di lino più fini, i colori più delicati, il bianco più candido per realizzare la biancheria di lino che nelle sere successive riprendevano per lavorarle. Infatti, dopo avere terminato i lavori domestici o dei campi, era tradizione per le donne riunirsi e personalizzare la biancheria con pizzi e ricami, nastri, intarsi e l’iniziale di lei disegnata e intrecciata con l’iniziale dello sposo. Ore e ore di meticoloso lavoro e ricerca creativa, ore di studio per imparare dalle parenti più esperte, ore di chiacchiere e amore, sempre con l’ago fra le dita e il tessuto in mano per ottenere vere e proprie opere d’arte da donare il giorno delle nozze, come dote, alle propria figlia.

La ricchezza del corredo spesso rappresentava lo status sociale della famiglia di origine. Questo valeva per le famiglie più umili, che cercavano di risparmiare pochi soldi per acquistare i tessuti più adatti, che per le famiglia più ricche che facevano a gara per rendere la propria dote sfarzosa, riconoscibile ed elegante.

Il Galateo ci aiuta a ricordare che la dote della biancheria si componeva sempre in numero pari: non meno di 8 capi per proseguire in 12, 16, 18, 20, 24 ed anche 30. Il letto matrimoniale doveva avere da 2 a 12 paia di lenzuola di puro lino e da 4 a 6 lenzuola di misto lino; da 4 a 24 federe di lino e da 8 a 12 di misto lino; da 2 a 4 coperte di misto lino e poi coperte di lava e imbottite di piuma. Il bagno prevedeva da 12 a 18 asciugamani di lino, da 6 a 24 asciugamani ospiti di lino

Da 4 a 12 teli da bagno di misto lino e poi asciugamani di spugna, tappetini e teli.

Arriviamo alla cucina che voleva da 4 a 12 asciugapiatti di misto lino e da 4 a 18 asciugabicchieri di lino; infine la tavola necessitava da 1 a 4 servizi per 6 di puro lino bianco, da 2 a 4 servizi per 6 colorati di misto lino, da 1 a 2 servizi per 12 di lino bianco damascato o ricamato, da 1 a 4 servizi per 12 colorati di misto lino, da 2 a 6 servizi per carrello di lino, da 1 a 2 tovagliette da the di lino

Da 1 a 2 tovagliette da the di misto lino.

La tradizione vuole che la dote fosse sufficientemente abbondante per durare tutta la vita.